Il Cipss fa il punto sulla chimica verde


Può essere, la chimica verde, la risposta alla crisi dell’industria del nord ovest? Il dubbio legittimo quanto attuale – da dieci anni a questa parte- se lo pongono in tanti. Un dubbio per che molto tempo ha preso le sembianze di un auspicio che spesso non ha trovato reali risposte nei dati di fatto. Il Consorzio industriale provinciale di Sassari ha rilanciato il dubbio in cerca di percorsi, posto che la situazione attuale lasci spazio a diverse quanto interessanti analisi, ma a poche valutazioni reali.

E le valutazioni si fanno con i tecnici, con chi in prima linea sul campo – da coltivare- e con chi quei processi di produzione li organizza. E così in un dibattito aperto quanto franco, si sono confrontati l’Università di Sassari, Matrìca, le associazioni espressione dell’agricoltura -più in generale il sistema delle imprese- e i sindacati.

“Abbiamo fatto incontrare Matrìca, l’Università di Sassari, le associazioni degli agricoltori e le parti sociali perché si trovi una soluzione condivisa sulle coltivazioni non alimentari da destinare all’industria- dice il presidente del Cipss, Valerio Scanu-La chimica verde è un’attività strategica inserita nel Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale approvato da Regione e Governo centrale nel 2019 e per questo riteniamo si debba dar seguito agli interventi programmati.”

Dieci anni, dal cardo ai semi di girasole, passando per la colza. E con un punto fermo: il cardo non è funzionale rispetto agli obiettivi che ci si era preposti. Il girasole, sì. Ma tutto ruota attorno ad una serie di valutazioni e di accordi ancora da chiudere. Di fatto il nodo del confronto, una sorta di maxi brainstoring, è questo. Matrìca per quanto detto dai responsabili presenti al dibattito, riesce a spingere le sue linee di produzione fino al sessanta per cento delle loro possibilità. E questo è un fatto. Così come, lamentano le organizzazioni degli agricoltori, in questo territorio non sono mai state attuate azioni strategiche ed organiche che immaginassero la nascita di una filiera. Per un sistema di produzione che alimentasse i fabbisogni di materie prime necessarie per il funzionamento di Matrìca, presente all’incontro con i responsabili di logistica e di acquisizione delle risorse, Luca Baraccani e Massimiliano Medicina.

E in questo sistema si inserisce l’Università di Sassari -che al dibattito ha preso parte con il prorettore alla ricerca Giuseppe Pulina e il docente di agronomia, Luigi Ledda- che vuole giocare un ruolo, a carte scoperte, per sostenere sotto il profilo della ricerca, lo sviluppo delle produzioni. Che possano consentire margini per chi produce su entrambi i fronti. E questo è il nodo. Quello vero, la marginalità. Il profitto, legittimo peraltro.

Ci sono possibili variazioni sul tema, se come da più parti è stato espresso, quando ci sarà la volontà di collaborare comprendendo le rispettive posizioni che confluiscono in un obbiettivo comune. In sintesi, la chimica verde potrà trovare spazi futuri di crescita e sviluppo, rischiando però di non potersi appoggiare sulle produzioni locali. Almeno per ora.

“Il rafforzamento degli investimenti di Matrìca potrà favorire una filiera produttiva che passa dall’agricoltura alla piccola e media industria per la creazione di un distretto della chimica verde che questo territorio merita per competenze e capacità.” Ha concluso il presidente Scanu.

Bando sul Programma di rilancio “Polo Industriale di Porto Torres”, tutte le informazioni per saperne di più

Il Programma di rilancio del “Polo Industriale di Porto Torres” è attivo nei due comuni dell’area di crisi del Polo Industriale di Porto Torres: Porto Torres e Sassari (che include anche l’area di Truncu Reale).

Il Polo Industriale di Porto Torres, sorto per ospitare uno dei più importanti complessi industriali del settore petrolchimico in Italia, ha subìto nel corso del tempo una riduzione delle attività, oltre che una ingente perdita occupazionale, a causa dei processi di delocalizzazione e deindustrializzazione. L’area di crisi industriale complessa è stata dichiarata per i comuni di Porto Torres e Sassari (DM 8 Febbraio 2017).

Con l’Accordo di Programma del 10 Agosto 2020, Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Autonoma della Sardegna, Provincia di Sassari, Comune di Porto Torres, Comune di Sassari, Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna e Invitalia si sono impegnati ad attuare il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI) dell’area.

Il PRRI, elaborato e coordinato da Invitalia, ha la finalità di: promuovere gli investimenti nel settore della chimica verde e della bioeconomia; rafforzare il tessuto produttivo esistente; attrarre nuovi investimenti; sostenere il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro.

A disposizione delle imprese:

  • Incentivi agli investimenti
  • Politiche attive del lavoro
  • Spazi localizzativi
  • Infrastrutture e ambiente
  • Networking con il sistema del credito
  • Servizi di informazione

Scheda di Sintesi:

Aree agevolate: Comune di Sassari e Comune di Porto Torres

Data Avviso Pubblico: 13 novembre 2020

Apertura Sportello: 15 dicembre 2020 ore 12:00

Chiusura Sportello: 15 marzo 2021 ore 12:00

Dotazione finanziaria: 22 milioni di euro, di cui 20 stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico a valere sull’intervento nazionale Legge 181/89 e 2 milioni stanziati dal Regione Autonoma della Sardegna a titolo di cofinanziamento.

Info Point: c/o Consorzio Industriale Provinciale di Sassari

Riferimento Operativo:

Dott.ssa Maria Antonietta Giagu, tel. 0794129124, mail t.giagu@cipss.it

Dott.ssa Martina Schintu, tel. 0794129145, mail m.schintu@cipss.it

Link di riferimento:

Collegamento diretto al Progetto

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rilanciamo-le-aree-di-crisi-industriale/aree-complesse-sud-e-isole/porto-torres

Invio della domanda Porto Torres

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/rilancio-aree-industriali-l181-89/invia-la-domanda—porto-torres

Legge 181/89 – FAQ

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/rilancio-aree-industriali-l181-89

Per ulteriori informazioni:  

rilancioportotorres@invitalia.it

Il Consorzio industriale acquisisce l’area ex Cementir

La parola fine sulle vicende legate all’area ex Cementir a Porto Torres l’ha scritta il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, aggiudicandosi l’asta giudiziaria per la sua acquisizione, come unico pretendente in lizza.

Per  l’Alba cementi prima, e Cementir poi, azienda nata nel 1957 e chiusa nel 1983, o sarebbe meglio dire ciò che ne rimane, e per la sua area di oltre 42mila metri quadrati che rientra nell’area industriale di Porto Torres, si apre una nuovo percorso dopo innumerevoli vicissitudini e altrettante aste andate deserte. Un capitolo diverso nel quale avranno un ruolo centrale le bonifiche, la riqualificazione e il rilancio di un lotto importante anche sotto il profilo dello sviluppo dell’area, anche in considerazione della sua posizione strategica. Per cui il Cipss staccherà un assegno da 70mila euro.

“Crediamo in questa azione – afferma il presidente del consorzio industriale, Valerio Scanu- che chiude la storia controversa sia sotto il profilo legale che quello ambientale. Ora guardiamo avanti: alle bonifiche che programmeremo appena concluso l’iter di acquisizione, con priorità alla messa in sicurezza e alla demolizione della ciminiera, di cui beneficerà anche il traffico locale”.

Ottanta metri, quelli della torre, e poi depositi, silos e strutture dilaniati da decenni di degrado che rappresentano, di fatto, un mausoleo all’obsolescenza. Una sorta di cimitero industriale di un’industria che non c’è più e che non ha ragion d’essere. Da abbattere. Cui mettere mano. Per ridisegnare non solo l’idea di un’area, ma anche di un territorio. 

“La riqualificazione delle aree industriali è sostenuta da numerosi fattori che contribuiscono al rilancio – aggiunge Scanu- che insieme avranno un effetto moltiplicativo a beneficio del territorio. Così si potranno esprimere al meglio le potenzialità rimaste finora inespresse: dagli investimenti dell’Autorità di sistema portuale che ha destinato risorse importanti sull’attività del porto e sulla cantieristica navale, allo sblocco dei fondi per l’area di crisi industriale complessa insieme alla prossima istituzione della Zona Economica Speciale.”

Un passo in avanti, che ha visto la piena collaborazione della governance del Consorzio industriale, degli enti del territorio, associazioni di imprese e parti sociali.

“L’acquisizione di questa area, in questi termini, rappresenta un messaggio forte, un’azione concreta rispetto alla volontà di occuparsi delle problematiche ancora irrisolte – è il commento di Pietrino Fois, amministratore straordinario della Provincia di Sassari – le nostre azioni hanno come unico obiettivo lo sviluppo del sistema economico del Nord Sardegna. Azioni che stiamo portando avanti in totale sinergia con gli attori del territorio.”

L’acquisizione dell’area ex Cementir intercetta una visione diversa, in prospettiva, anche per il primo cittadino di Porto Torres:”Questo passaggio è di enorme importanza strategica per la riqualificazione ed il rilancio dell’area industriale – afferma Massimo Mulas  – ed inoltre consentirà di cancellare quello che oggi rappresenta un pessimo biglietto da visita per il nostro territorio, anche solo sotto il profilo visivo per chi arriva nel nostro porto.”

Cipss: Fibra e gas nella aree industriali

Lo sviluppo imprenditoriale passa dalle infrastrutture. Quando hardware e software riescono a fondersi senza soluzione di continuità. E’ questo lo spirito della delibera del 5 ottobre del CDA del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari che ha deciso la realizzazione di nuovi e più efficienti sistemi di connessione a banda larga con fibra ottica nelle aree industriali di Porto Torres, Sassari Truncu Reale e Alghero San Marco. Un intervento che non arriva da solo ma che sarà ottimizzato abbinando la posa delle reti del gas in tutti gli agglomerati industriali.  Un intervento per il quale sono stati stanziati 520mila euro. Di risorse proprie.

Ed oggi, è stato il momento per l’incontro tecnico con gli operatori tecnici del settore delle telecomunicazioni, finalizzata alla raccolta di eventuali proposte per rendere il progetto consortile idoneo alla prossima erogazione del servizio. Un intervento infrastruttutale che, si stima, potrà essere ultimato tra i sei e i nove mesi. Entrambi gli interventi, infatti, andranno avanti parallelamente per ottimizzare tempi e costi di realizzazione.

“Questo allineamento infrastrutturale ai benefici che la rete è in grado di fornire consentirà alle imprese insediate e anche a quelle che si insedieranno, come allo stesso Consorzio industriale, di usufruire di servizi innovativi in grado di contribuire alla sempre maggiore efficienza dei servizi consortili e allo sviluppo dell’economia locale” è il commento del presidente Valerio Scanu.

Le imprese presenti nelle aree del Consorzio industriale potranno accedere più velocemente al mondo delle più varie soluzioni professionali, sfruttandone al meglio le potenzialità grazie alla veloce connessione in fibra ottica. Quest’ultima abilita anche applicazioni innovative come la telepresenza, la videosorveglianza, i servizi di cloud computing per le aziende e quelli per la realizzazione del modello di sito industriale intelligente, tra cui la sicurezza e il monitoraggio del territorio, l’infomobilità e le reti sensoriali per il telerilevamento ambientale.

“Questo intervento voluto da Consiglio di amministrazione rientra nella nuova strategia dell’Ente consortile –aggiunge il presidente– che attuerà tutte le azioni fondamentali per sostenere la competitività delle imprese che operano nelle aree, per accrescere l’attrattività degli agglomerati industriali e renderli finalmente completi di ogni infrastruttura e servizio. In breve per accrescerne e migliorare le performance.”

La fibra ottica dedicata, infatti, garantirà alle aziende un incremento della sicurezza e della competitività del sistema, che si tradurrà in livelli di produttività superiori e di ottimizzazione dei costi. 

Tavolo del nord Sardegna, arrivano risposte importanti per l’economia del territorio

Nonostante le restrizioni anti-Covid rendano più complicati i momenti di partecipazione anche nel confronto istituzionale, nei giorni scorsi l’amministratore della Provincia di Sassari Pietrino Fois ha convocato in videoconferenza il Tavolo del Nord Sardegna a cui partecipano i rappresentanti delle associazioni di categoria e i sindacati del nord della Sardegna, per confrontarsi con la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessandra Todde. Un incontro che ha consentito una discussione su alcune questioni aperte che riguardano l’intero territorio del Nord Sardegna.

La sottosegretaria Todde ha annunciato che saranno pubblicati dal MISE gli avvisi per la candidatura di progetti dalle imprese per l’area industriale di Porto Torres e Sassari, con l’obiettivo di promuovere iniziative imprenditoriali per la riqualificazione e riconversione del tessuto produttivo esistente. I bandi aprono la strada a interventi per 22 milioni di euro cui se ne potranno aggiungere altrettanti provenienti dalla Regione. «Un segnale forte di impegno verso il territorio – ha detto Alessandra Todde – portato avanti con la piena collaborazione della Provincia del Nord Sardegna e del Consorzio Industriale con cui è stato possibile uno sforzo corale ed efficace».

Nel confronto con Eni-Rewind, Porto Torres merita un’attenzione specifica – ha spiegato la sottosegretaria – e il confronto tra le parti è fondamentale, soprattutto per le difficoltà che sta vivendo il territorio in questo momento. La sottosegretariaTodde ha quindi annunciato di voler convocare nell’immediato un tavolo alla presenza di Eni, delle parti sociali e dei rappresentati delle istituzioni, al fine di conoscere quali siano gli impegni che l’azienda intenda perseguire indipendentemente dalle questioni legali collegate all’arbitrato e quali siano le proposte di Eni per superare lo stallo. «Vogliamo conoscere quali soluzioni intende proporre Eni, perché ripartano immediatamente gli investimenti programmati. Non è possibile pensare che tutto resti cristallizzato in attesa che si risolvano i problemi legali tra aziende».

Sulla strada Sassari-Alghero riconoscendo il ruolo e il contributo che il tavolo provinciale ha dato alla risoluzione del problema, la sottosegretaria si è impegnata a sollecitare il governo, come aveva già fatto nelle settimane passate, per procedere con la nomina di un commissario che permetta di far ripartire rapidamente il cantiere.

L’esponente del Governo ha dato risposte anche ai rappresentanti del tavolo che chiedevano notizie certe in merito all’approvvigionamento del metano nel Nord Sardegna. L’arrivo del gas è infatti condizione fondamentale anche per la riconversione della Centrale di Fiume Santo, e per poter dare certezze alla produzione, alla tutela dell’ambiente e al mantenimento dei livelli occupazionali. Il sottosegretario ha confermato che Porto Torres sarà uno dei due terminali di approvvigionamento del metano a cui Snam sta lavorando. A questo verranno collegate le reti per interconnettere le aree industriali, le future centrali a gas in sostituzione di quelle a carbone e le reti di distribuzione del territorio. Notizia confermata anche dal presidente del Consorzio Industriale Provinciale Valerio Scanu che nei giorni scorsi è stato contattato dalla SNAM per valutare il progetto del deposito costiero di Gnl, già predisposto dal Consorzio Industriale Provinciale di Sassari.

Cipss e Cciaa insieme per individuare percorsi strategici di sviluppo territoriale

Uno sguardo concreto sugli scenari futuri. Un’analisi per individuare i punti di contatto e gli sviluppi strategici di due enti determinanti per il sistema economico del territorio. Due enti, la Camera di Commercio e il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari che nell’ultimo anno hanno cambiato i loro vertici – Stefano Visconti per l’ente camerale a fine agosto e Valerio Scanu per il Cip a novembre scorso – entrambi pronti a dialogare per individuare un percorso comune di collaborazione nell’unico interesse di favorire lo sviluppo imprenditoriale. E’ nato con questi intenti l’incontro tra i due presidenti Visconti e Scanu insieme ai rispettivi direttori, Pietro Esposito e Salvatore Demontis, che si è svolto nella sede della Camera di Commercio. 

Sul tavolo numerosi i temi trattati, dallo sviluppo e la crescita di attrattività degli agglomerati industriali di Porto Torres, Alghero-San Marco e Sassari-Truncu Reale, alle future Zone Economiche Speciali, al Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale, lo sblocco dei fondi previsti per l’area di crisi complessa passando per il rilancio, il sostegno e ed una sempre più consistente valorizzazione di settori come l’economia portuale e la nautica, l’agroalimentare e il turismo sostenibile. 

“E’ importante confrontarsi per analizzare i contesti e definire le strategie – è il commento del presidente della Camera di Commercio, Stefano Visconti – questo incontro si è rivelato di estremo interesse in prospettiva. Si tratta di uno dei primi passi che saranno seguiti da una serie di confronti con tutte le altre governance territoriali del nord Sardegna.”

Sintonia di intenti per garantire piena sinergia tra enti, associazioni di imprese e parti sociali sulle questioni di rilievo territoriale dove la Camera di Commercio, che rappresenta tutto il mondo imprenditoriale, può assumere il ruolo di catalizzatore di istanze per individuare interventi diretti e di mediazione politica locale e nazionale. In piena collaborazione con il Consorzio Industriale, nella sua mission di “promotore dello sviluppo” per favorire, idee, progetti e vere e proprie azioni di marketing territoriale.

“Abbiamo indicato la nostra linea di azione e gli obiettivi strategici che stiamo attuando – sottolinea il presidente del Consorzio industriale, Valerio Scanu – per puntare allo sviluppo delle nostre aree industriali e del sistema imprenditoriale che le caratterizza. Un percorso che la comunione di intenti tra gli enti del territorio potrà rendere fruttuoso.”

Al tempo stesso sono concrete ed esprimibili le potenzialità presenti in tutte le zone industriali gestite dal CIPS: infrastrutturazioni di base, vicinanza a porto e aeroporto, collegamenti stradali diretti sull’arteria principale Cagliari-Sassari-Porto Torres, e ancora agevolazioni fiscali per investimenti e sgravi sui costi per il personale.

Il ruolo dei due enti è di fatto sinergico per la mission ed entrambi i vertici lo hanno evidenziato: individuare i fattori di crescita del tessuto imprenditoriale e sviluppare i percorsi strategici per la sua realizzazione, che, in un momento di profondo malessere acuito dalla pandemia, necessitano di tempi certi e azioni concrete.  

Il Presidente Scanu scrive al Governatore Solinas :”I fondi europei per la transizione energetica anche per il nord Sardegna”

Il Presidente del Consorzio industriale provinciale di Sassari, Valerio Scanu, scrive al Governatore della Regione Sardegna, Christian Solinas, per sollecitare un intervento a beneficio dell’area industriale di Porto Torres, esclusa dalle sovvenzioni per la transizione energetica. Transizione che per l’area turritana è prevista per il 2025. Al momento, infatti, la Commissione Europea ha compreso per l’Italia solo Taranto e il Sulcis tra i territori destinatari dell’intervento.

Una scelta che lascia quantomeno perplessi, perché se è vero che si tratta di aree con grandi difficoltà, lo è altrettanto il fatto che Porto Torres in prospettiva potrebbe subire un pesante contraccolpo derivante dalla chiusura della centrale a carbone di EP. Che dismetterà le linee di produzione di energia elettrica. Tra meno di cinque anni.

Nella sua articolata nota, il Presidente del Consorzio industriale chiede al Governatore, se la Regione abbia riportato nelle sedi competenti l’inopportunità dell’esclusione di questo sito, in previsione del phase out. Territorio, peraltro, inserito nell’area di crisi industriale complessa che dimostra la necessità di interventi in termini di risorse e strumenti consistenti che possano (e debbano) essere messi a disposizione dalle istituzioni europee. A rischio potrebbero esserci, infatti, circa 400 posti di lavoro.

“La zona industriale di Porto Torres, area di competenza del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, non è stata ricompresa tra i territori destinatari delle sovvenzioni per la transizione energetica, nonostante l’attuale presenza di una centrale a carbone, che dovrà interrompere la produzione entro il 2025 -scrive nella sua il Presidente Scanu-il sito di Porto Torres è inserito nell’area di crisi industriale complessa e perciò considerato territorio soggetto a recessione economica con perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibile con risorse e strumenti di sola competenza regionale”.

In questo senso Scanu chiede un intervento nelle sedi competenti da parte della Regione per rivendicare una più idonea ripartizione dei fondi destinabili all’Italia e alla Sardegna. E che non escludano il nord ovest dell’Isola. Perché il 2025, quando la produzione di energia della centrale a carbone si interromperà, è dietro l’angolo con tutte le sue insidie in termini occupazionali e sociali. Anche se un intervento, conclude il Presidente Scanu, è ancora possibile:” Visto che la Commissione europea ha espresso solo una prima indicazione e quindi la decisione non è definitiva”.

Incontro tra il Consorzio industriale Provinciale di Sassari, l’Autorità di Sistema Portuale della Sardegna e Confindustria Nord Sardegna

Per confrontarsi, analizzare l’esistente, trovare spunti comuni con un unico scopo. Agire sulle prospettive di rilancio del territorio. Questo il fine dell’incontro che si è svolto tra i vertici del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sardegna e Confindustria Centro-Nord Sardegna, nella sede del Consorzio a Sassari.

Per un’azione conoscitiva reciproca rispetto alla programmazione strategica e operativa dell’Autorità di Sistema e quella del CIPS.

Porto Torres è entrata a far parte dell’Autorità portuale di Olbia-Golfo Aranci solo nel 2007, sebbene la legge istitutiva delle Autorità portuali sia del 1994. Un ritardo che il centro turritano sconta in termini operativi, oltre al fatto che il Piano Regolatore Portuale non sia stato approvato prima dell’entrata in vigore dell’Autorità di Sistema Portuale del mar di Sardegna. Le recenti modifiche normative hanno infatti introdotto l’obbligo di predisposizione di un Piano Strategico di Sistema portuale complessivo, dal quale successivamente dovranno derivare i singoli piano regolatori portuali. 

Tuttavia, sono in programma interventi di grande importanza, così come nell’esposizione del presidente Massimo Deiana. Le opere sono state appaltate e i lavori dovrebbero iniziare nella seconda metà del 2020. Lavori per circa 42 milioni di euro.

Tra le altre novità è in programma un terminal crociere che consentirà l’attracco sul lato esterno, di navi di grandi dimensioni. Si tratta di interventi che consentiranno l’attracco contemporaneo nel porto commerciale di cinque navi con la possibilità che l’intero traffico passeggeri utilizzi il porto commerciale. 

Nelle strategie generali del Consorzio Industriale di Sassari, delineate nel corso della sua esposizione dal presidente Valerio Scanu, rientra il progetto per la realizzazione di un deposito costiero di GNL small scale, che avrà una capacità di 10.500 metricubi. Il deposito è previsto alla radice del molo ASI su un’area demaniale di circa 6 ettari. La realizzazione dell’opera aveva subìto alcuni rallentamenti a seguito della manifestata volontà di SNAM di realizzare nel porto industriale di Porto Torres un deposito galleggiante di circa 40.000 metri cubi ormeggiato al cosiddetto pontile secchi, che avrebbe soddisfatto tutta la domanda del centro nord Sardegna, rendendo di fatto irrealizzabile il deposito consortile. 

Contestualmente l’idea di un deposito consortile alla radice della banchina ASI ha ripreso attualità. L’Autorità Portuale ha rinnovato la propria disponibilità a concedere l’area al Consorzio per la realizzazione del deposito. 

Altro elemento rafforzato dal presidente Scanu, la volontà del Consorzio di acquisire e riqualificare le aree retroportuali per destinarle alla filiera produttiva dell’economia portuale in linea con il progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi complessa. Ciò anche alla luce della prossima realizzazione del travel lift da parte dell’ADSPDMS nel porto industriale.

Il vicepresidente di Confindustria Nord Sardegna, delegato per il settore nautico, Giovanni Conoci ha commentato con favore gli interventi descritti da Deiana e Scanu, poiché individuano percorsi attuativi concreti capaci di rendere altrettanto concreto il rilancio dell’area portuale di Porto Torres.

L’incontro è servito a rafforzare le sinergie e le azioni congiunte per raggiungere con maggiore efficacia gli obbiettivi di crescita del territorio e delle imprese che vi operano, con l’impegno comune di rinnovare in futuro prossimi tavoli tecnici e politici di confronto.

A San Marco nascerà un impianto per il riciclo della posidonia

Comune di Alghero, Provincia di Sassari e Consorzio Industriale Provinciale siglano l’accordo di programma finalizzato a regolamentare la collaborazione per una miglior gestione ambientale della posidonia spiaggiata in esubero lungo il litorale del Comune di Alghero e per la progettazione, realizzazione e gestione di un impianto in loco di trattamento a recupero. L’accordo di programma consente di centrare un obbiettivo importante per l’Amministrazione comunale con una soluzione tanto attesa quanto efficace
Nei quattro ettari di terreno del Consorzio, nella Zona Industriale di San Marco, nasce il polo di trattamento della posidonia, una soluzione messa tra le priorità dell’Amministrazione Conoci.
Oggi la firma a Porta Terra, tra il Sindaco Mario Conoci, l’Amministratore della Provincia di Sassari Pietrino Fois, alla presenza dei rappresentanti del Consorzio Industriale presieduto da Valerio Scanu.
“Una giornata significativa per la città, c’è molta soddisfazione per la soluzione di un problema che in passato ha danneggiato e non poco l’immagine di Alghero sul quale abbiamo deciso di intervenire trovando una soluzione concertata con Provincia, Regione e Consorzio – commenta il Sindaco Mario Conoci – Il problema della posidonia diventa un’opportunità, con la creazione tra l’altro di nuovo sviluppo e posti di lavoro”. Due le fasi: la prima è quella della realizzazione del progetto per la messa in riserva della posidonia in esubero. Il progetto del Consorzio Industriale è arrivato quasi alla fase esecutiva e si prevede che si possa arrivare all’appalto entro due/tre mesi. La seconda fase consiste nella realizzazione del centro per il trattamento della posidonia e il recupero della sabbia da riportare sui litorali. Una procedura che è stata svolta finora con costi esorbitanti dovuti alla distanza che separa Alghero da centro di trattamento di Quartu. “Ora invece si attua un processo di gestione razionale. Risolviamo un problema del quale se ne parla da anni con un’iniziativa sostenibile, risolutiva e utile. Ma non solo per Alghero: con la nascita dell’impianto di trattamento si apriranno nuove opportunità nell’area di San Marco”, ha dichiarato l’Amministratore della Provincia Pietrino Fois. Già in fase avanzata anche questo percorso, che prevende finanziamenti consistenti per il reperimento dei quali Comune, Provincia e Consorzio hanno aperto un dialogo con la Regione.
Valerio Scanu, Presidente del Consorzio Industriale, ha commentato : Quest’azione trasformerà un problema in un’opportunità di larghe vedute, che attiverà un circuito di economia circolare. L’impianto che intendiamo realizzare tratterà la posidonia per restituire almeno il 60 per cento della sabbia sull’arenile di provenienza. Il resto invece consentirà la produzione di materiali ecosostenibili. L’impianto di Alghero allestito nell’area consortile di San Marco, sarà in grado di fornire il servizio per tutto il nord Sardegna.
Alla firma dell’Accordo di programma hanno preso parte i rappresentanti di Asa, Alberto Zanetti e Vittorio Cadau. Andrea Montis, Assessore all’Ambiente del Comune di Alghero, esprime soddisfazione pre una procedura voluta e per il raggiungimento di un risultato che segna la fine di un problema storico per la città di Alghero. “Abbiamo usato il buon senso, unito alla volontà e all’impegno, per replicare una buona pratica anche avevamo sotto gli occhi, anche se a 300 km di distanza”. Il trattamento per la restituzione della sabbia al luogo di origine diventa quindi una pratica non più così difficoltosa e onerosa. Così come il deposito degli esuberi in un sito lontano dagli arenili.