Ministero dello sviluppo economico e Consorzio industriale di Sassari a confronto sullo sviluppo del territorio del nord ovest

Percorsi e strategie per il rilancio del sistema industriale del nord ovest. Ma soprattutto strumenti e tempi certi. Questi gli obiettivi del recente incontro tra il viceministro dello sviluppo economico Alessandra Todde e i vertici del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari. Nella sede consortile di Sassari erano presenti anche i sindaci ei presidenti dei consigli comunali dei Comuni di Sassari, Porto Torres e Alghero, il commissario straordinario della Provincia e il coordinatore del TIPS.

Tanti i temi trattati e le istanze territoriali presentati, in un’agenda fitta e articolata che ha preso spunto dall’Accordo di programma per l’area di crisi industriale ei rapporti con Invitalia. Altri temi sul tavolo quello relativo all’incubatore di imprese di Porto Torres, al deposito di GNL a Porto Torres e le Zone Economiche Speciali.

Riguardo la realizzazione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale per l’area di crisi industriale complessa è evidenziato che solo una minima parte degli interventi sono stati realizzati. Tra gli altri, non è stato ancora stanziato il fondo di 30 milioni per le infrastrutture sul porto industriale.

“È stato un incontro importante per definire lo stato di avanzamento dell’accordo di programma. Ci sono delle parti, per esempio la parte infrastrutturale relativa al porto, che devono trovare ancora attuazione e che è importante aiutare. – dice la viceministra Todde – Abbiamo condiviso le possibili alternative sul fronte energetico, nonché sulla necessità di attrarre le aziende con l’attivazione della ZES. Sono tutti temi sostanziali per poter parlare di prospettive. Non ultimo il ruolo del petrolio e la necessità di interazione con le decisioni ultime di Eni su Matrica in modo che possono essere coerenti con la localmente definita”.

Inoltre, il recente bando di Invitalia, con una dotazione di 22 milioni, ha visto superare la fase dell’istruttoria solo 4 aziende sulle 6 che hanno partecipato.

Il CIPS ha Invitalia per la scarsa pubblicità del bando e per i tempi lunghissimi di gestione delle pratiche e conseguente erogazione dei fondi, nonché per la scarsa coerenza con le strategie definite nel PRRI e per l’assenza sul territorio.

stata anche l’occasione per rimarcare l’importanza dell’incubatore di imprese di Porto Torres, che Invitalia vorrebbe dismettere, e chiedere un impegno affinché a disposizione della comunità industriale.

Il Consorzio industriale intende promuovere l’attivazione dei contratti di sviluppo, strumento agevolativo per il finanziamento di iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema industriale. Al riguardo, la viceministra ha preso l’impegno di coinvolgere gli esperti del MISE in un prossimo incontro tecnico per divulgare le grandi opportunità derivanti da questo strumento.

Il presidente del CIPS Valerio Scanu commenta: “Alla rappresentante del governo è stata ribadita la volontà di rafforzare la vocazione industriale delle nostre aree con la necessità e urgenza di finanziare progetti già avviati e ritenuti prioritari. Su tutti, la nuova infrastrutturazione del porto industriale di Porto Torres, dal quale ripartire con la riqualificazione delle aree portuali per lo sviluppo di nuove filiere produttive legate all’economia del mare.”

Altro tema ha riguardato la recente decisione del governo che prevede l’approvvigionamento del metano via nave gasiera (FSRU) su Porto Torres. Considerate le mutate condizioni di contesto, è stata condivisa l’ipotesi di riproporre un deposito di GNL con rigassificatore realizzare sulla terraferma. Il CIPS ha già incontrato alcuni gruppi industriali disponibili a realizzare l’opera su un’area ritenuta idonea per ospitare l’infrastruttura energetica.

La viceministra Todde è stata inoltre informata sulla manifestazione di interesse avviata dal CIPS per l’acquisizione di aree nel perimetro ENI da destinare allo sviluppo di un nuovo polo industriale con la riqualificazione e infrastrutturazione del porto industriale. La realizzazione del progetto strategico rappresenta un passaggio propedeutico per favorire la nascita di un nuovo polo per la cantieristica navale, un hub per la logistica e lo sviluppo della blue economy.

La riunione è stata l’occasione per rimarcare il grave ritardo nell’attivazione delle ZES in Sardegna. Per il Nord Ovest il riferimento è alle aree industriali gestite dal CIPS: Porto Torres, Sassari Truncu Reale e Alghero San Marco.

“Il ritardo nell’attivazione delle ZES sta penalizzando lo sviluppo industriale in Sardegna, con investitori che potrebbero dirottare le iniziative sulla penisola. È stato chiesto perciò un interesse per evitare eventuali ostacoli che impediscono l’avvio di questa grande opportunità di crescita economica” ha sottolineato il presidente Scanu.

I rappresentanti del CIPS e gli amministratori di un aggiornamento locale hanno concluso con la richiesta sull’evoluzione delle istanze, ribadendo che i prossimi interventi e le presentazioni del programma non sono più procrastinabili.

Il Cips:”Salviamo l’incubatore di imprese a Porto Torres”

Il Consorzio industriale provinciale di Sassari chiede l’intervento della Regione per salvare l’Incubatore di imprese dell’area industriale di Porto Torres. E lo fa il presidente Valerio Scanu, scrivendo al governatore Christian Solinas, all’assessora all’industria Anita Pili, ma anche a tutti i soggetti che con il loro contributo possano facilitare la risoluzione della vicenda: Mise, Invitalia, Provincia di Sassari, Rete metropolitana del nord Sardegna e Comune di Porto Torres.

L’incubatore è attualmente gestito dal Cips e il numero di start up insediate è limitato vista la scarsa pianificazione del rapporto contrattuale con Invitalia Partecipazioni, attuale proprietaria della struttura, che non rende possibile procedere con ulteriori assegnazioni. Esiste solo una proroga, dopo un percorso frammentato, fino al 31 gennaio 2023.

“È incomprensibile che un’agenzia dello Stato, creata con lo scopo di favorire la nascita e la crescita di nuove imprese, abbia come obiettivo la dismissione di strutture come un incubatore di imprese per mere ragioni di cassa – dice il presidente del Consorzio Industriale Valerio Scanu – non solo, la struttura è stata realizzata con fondi pubblici con destinazione specifica per un’area di crisi industriale complessa. E in questo senso è doverosa una maggiore sensibilità rispetto alle dinamiche economiche territoriali.”

Si colpirebbe, infatti, la componente più debole del mondo delle imprese: le start up, aziende appena nate, che hanno bisogno di essere accompagnate e assistite nei primi anni di vita, quelli più difficili. 

“L’incubatore d’imprese – aggiunge Scanu – rappresenta un valido sistema per lo sviluppo economico che aiuta le imprese a sopravvivere e crescere nella fase in cui sono maggiormente vulnerabili, quella di avvio. Che noi abbiamo il dovere di valorizzare e tutelare.”

L’incubatore, realizzato nel 2008 con un investimento di quasi 8 milioni di euro, si compone di 18 moduli di circa 180 metri quadri circa, di cui 11 attualmente locati per 9 aziende, e 22 moduli di circa 60 metri quadri di cui 8 locati ad altrettante aziende. I servizi prestati dal Cips sono: portierato, fornitura di energia elettrica, servizi idrico e di depurazione dei reflui, vigilanza, videosorveglianza, riscaldamento, collegamento internet, parcheggi, sala riunioni ed altri spazi comuni. Le attività presenti hanno generato complessivamente circa 70 nuovi posti di lavoro, numero significativo se si considera la grave crisi occupazionale del territorio. 

Il Cips, inoltre, sta completando un progetto per riqualificare lo stesso incubatore e adeguarlo ai nuovi standard di settore e per offrire nuovi servizi innovativi e tecnologici.

Il rischio concreto, tra meno di un anno, sarebbe quello di dover sfrattare le aziende insediate. Un altro passaggio di impoverimento del sistema imprenditoriale locale. Ecco perché è necessario intervenire. Prima che si metta in moto una pura e semplice azione immobiliare.

“La questione è politica e non può essere trattata come una semplice operazione commerciale dell’agenzia statale – conclude Scanu – In un momento cruciale come questo, con il prossimo utilizzo dei fondi del PNRR, di quelli europei per lo sviluppo regionale e l’attivazione delle ZES si possono creare le migliori condizioni per la nascita di nuove imprese e non possiamo quindi permetterci di rinunciare a questo fondamentale strumento di crescita economica.”

Zes al via, Scanu:”Per il nord ovest un’opportunità da non perdere”

Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono state introdotte in Italia nel 2017 sono già sette quelle operative: Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia-Basilicata, Puglia-Molise, Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale. Per la ZES Sardegna, definita con delibera di Giunta Regionale del marzo scorso, si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto istitutivo. Le ZES sono aree destinatarie di specifiche agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche, collegate ad aree portuali che presentino le caratteristiche di porti di rilevanza strategica.

L’idea è semplice e lancia, o sarebbe meglio dire rilancia numerosi territori, tra cui in Sardegna, il triangolo delle aree industriali di Porto Torres, Alghero-San Marco e Sassari-Truncu Reale che fanno capo al Consorzio industriale provinciale di Sassari. Si è arrivati, a questo punto, al rush finale. Manca solo un tassello, ed è quello della pubblicazione del decreto istitutivo che renderà definitivamente operativo uno strumento capace di attivare circuiti virtuosi di rilancio e attrarre nuovi investimenti.

“Con i 500 ettari di ZES l’asse industriale Sassari Alghero Porto Torres può assumere un ruolo strategico per il rilancio dell’economia del Nord Ovest.  Sarà fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, associazioni di categoria e parti sociali per costruire i programmi di sviluppo strategico – è l’analisi del presidente del Consorzio industriale, Valerio Scanu – le ZES, infatti favoriscono nuovi insediamenti e investimenti su aree delimitate e ben distinte ma generano un indotto di larghe proporzioni territoriali.”

Sarà un momento importante per il territorio nel quale, però, sarà necessario essere pronti, comprendendo la necessità di predisporre per tempo tutta una serie di azioni strategiche che supportino al meglio i benefici che le imprese avranno intenzione di cogliere.

Sotto questo profilo il Consorzio industriale provinciale di Sassari ha monitorato con attenzione le dinamiche non solo istitutive ma anche e soprattutto attuative di questo nuovo ed eccezionale strumento. E non perdere un’occasione unica. Almeno per ora. In attesa di nuove formule agevolative e di sostegno.

Non a caso ha puntato sull’infrastrutturazione di tutte le aree industriali, con un progetto innovativo per l’illuminazione e la videosorveglianza, le reti di fibra ottica e del gas, che di fatto ne accresceranno l’appeal e la competitività. Così come le azioni mirate alla riacquisizione di aree dismesse e alla loro riqualificazione, con particolare attenzione verso quelle retroportuali da destinare all’economia del mare. E ancora con l’avvio di un’azione penetrante di marketing territoriale che si svilupperà già dai prossimi mesi per attrarre investimenti e nuove imprese nel nordovest della Sardegna.

“Attualmente sono presenti nel mondo e in Europa oltre quattromila Zes e le esperienze dimostrano come l’incremento di valore aggiunto e occupazione sono obiettivi realizzabili – aggiunge e conclude il presidente Scanu -. Semplificazioni amministrative e agevolazioni fiscali sono elementi di sicura attrattività per investitori nazionali ed internazionali a condizione che si realizzino anche mirati investimenti infrastrutturali nelle aree portuali.”

Perché le ZES rappresentano in questo momento un elemento di reale rilancio per tutto il territorio. Da cogliere al meglio.

Le ZES

La Regione Sardegna, d’intesa con i territori, ha identificato le aree portuali di Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia e Tortolì-Arbatax e le aree retroportuali dei sei Consorzi Industriali come aree appartenenti alla ZES a rete.

Il Consorzio industriale provinciale di Sassari, secondo per estensione in Sardegna, comprende 500 ettari suddivisi su Porto Torres (331) Alghero- San Marco (103) Sassari-Truncu Reale (76).

Gli interventi nascono per favorire e finanziare diverse progettualità infrastrutturali come:

· collegamento di “ultimo miglio”: realizzare efficaci collegamenti tra le aree portuali e industriali e la rete infrastrutturale ferroviaria e stradale facente parte delle reti di trasporto principali, così da consentire ai distretti produttivi di ridurre tempi e costi nella logistica;

·        digitalizzazione e potenziamento della logistica, urbanizzazioni green e lavori di efficientamento energetico e ambientale nelle aree retroportuali e nelle aree industriali appartenenti alle ZES;

·        potenziamento della resilienza e della sicurezza dell’infrastruttura connessa all’accesso ai porti.

Il credito d’imposta previsto per ciascun investimento all’interno delle aree ZES è di 100 milioni di euro. Inoltre, il beneficio fiscale si estende anche all’acquisto di immobili strumentali agli investimenti, anche mediante contratti di locazione finanziaria.

Nella ZES sarà competente il comitato di indirizzo, presieduto dal Commissario straordinario e comprende  il presidente dell’Autorità di sistema portuale e i rappresentanti regionali.

Per garantire il processo di semplificazioni amministrative, un ruolo fondamentale avrà  il Commissario straordinario, che potrà assumere anche funzioni di stazione appaltante e operare con poteri straordinari in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici.

Sempre in materia di semplificazioni si introduce il nuovo procedimento di autorizzazione unica che sostituisce tutte le precedenti autorizzazioni, concessioni, pareri, mantenendo il rispetto delle normative in materia di valutazione di impatto ambientale, e consente la realizzazione di tutte le opere, prestazioni e attività previste nel progetto. Può costituire, se necessario, anche una variante agli strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale, ad eccezione del Piano paesaggistico regionale.

Approvato il Pieno Economico e Finanziario del Consorzio Industriale

Il Piano Economico e Finanziario, approvato nei giorni scorsi dall’assemblea del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, rappresenta lo strumento di programmazione, analizza i percorsi strategici, e individua le prospettive di sviluppo.

Il Consorzio sta attuando un riposizionamento strategico sia sotto l’aspetto puramente economico sia sotto quello di una nuova vision: un’attività non più concentrata soltanto su pianificazione urbanistica e realizzazione di infrastrutture, ma su obiettivi di medio e lungo periodo per interpretare il ruolo fondamentale di Ente promotore dello sviluppo industriale. Il Consorzio individua, quindi, tra gli obiettivi principali anche quello di migliorare l’offerta localizzativa per favorire l’attrattività degli agglomerati industriali, da sviluppare anche con una efficace azione di marketing territoriale.

L’obiettivo del CIPS è chiaro – esordisce il presidente Valerio Scanu: “presentare agli operatori economici nazionali e internazionali l’offerta localizzativa dell’Ente, ponendo in evidenza le enormi potenzialità derivanti dalla posizione geografica (collegamento diretto sulla maggiore arteria stradale della Sardegna, al porto di Porto Torres e all’aeroporto di Alghero) e dai servizi offerti (strade, illuminazione, idrico-fognario e, entro breve, rete del gas e fibra ottica)”. 

Il Consorzio partecipa all’attuazione del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale (P.R.R.I.) dell’Area di Crisi Complessa di Sassari – Porto Torres. Sul primo bando di Invitalia, appena concluso, sono stati presentati progetti di investimenti per circa 41 milioni di euro con una previsione occupazionale di 208 lavoratori.  Il CIPS proseguirà l’azione di confronto con i Ministeri competenti e la Regione Sardegna affinché al primo stanziamento di 22 milioni euro a favore delle imprese seguano una serie di interventi per la completa attuazione del Programma.

Parallelamente agli interventi di risanamento ambientale previsti dal PRRI, il Consorzio si sta attivando per retrocedere aree industriali dismesse utili alla riconversione del sito di Porto Torres, con particolare riferimento a quelle retroportuali per favorire il rilancio della cantieristica navale e dell’economia del mare in genere. In questo senso il CIPS prosegue il confronto con ENI Rewind per realizzare il trasferimento di aree già bonificate e idonee per la creazione di un nuovo polo industriale.

Sempre in tema di recupero e riutilizzo delle strutture dismesse, il CIPS ha avviato una fase di ricognizione delle aree e dei capannoni intestati ad imprese inattive e che potranno essere retrocesse a favore di nuovi operatori economici.

Sul fronte degli investimenti infrastrutturali, il depuratore consortile di Porto Torres sarà interessato da un importante intervento di revamping completo. L’impianto, che serve l’area industriale di Porto Torres e di Truncu Reale, le società del gruppo ENI e la città di Porto Torres, costituisce una infrastruttura irrinunciabile per il territorio.  Inoltre, sono attualmente in fase di esecuzione i lavori di posa della rete del gas e della infrastruttura per la fibra ottica nei tre agglomerati industriali. Il completamento dei lavori, prevedibile entro la fine dell’anno, consentirà la dotazione completa dei servizi di base, oggi ritenuti indispensabili per ogni attività d’impresa e contribuirà a migliorare l’attrattività delle aree gestite dal CIPS.

Sotto il profilo ambientale, per una migliore gestione delle terre di spazzamento e della posidonia spiaggiata in esubero nel nord Sardegna, proseguono le attività progettuali per la realizzazione di un impianto nel sito industriale di Alghero San Marco.

Un altro iter favorirà lo sviluppo di attività di trattamento e recupero di rifiuti urbani e assimilati, oltre a quelli liquidi speciali, attraverso partnership con altri operatori pubblici e privati, incentivando processi innovativi che permettano il recupero di materiali e di energia, anche sotto forma di biocarburanti avanzati, supportando politiche di mobilità ecosostenibile.

“E’ questo il momento per guardare avanti. Il potenziale competitivo dell’agglomerato industriale di Porto Torres porta oggi a considerare la produzione dell’idrogeno da fonti rinnovabili (fotovoltaico e eolico) e il suo utilizzo – prosegue Scanu – come la principale filiera produttiva target verso la quale rivolgere in maniera prioritaria l’offerta del Consorzio Industriale, che potrebbe generare la creazione di un importante “distretto dell’idrogeno”.  Gli elementi ci sono tutti: disponibilità di aree e acqua dal depuratore consortile, un porto industriale di grandi dimensioni e presenza di maestranze altamente qualificate, espressione del territorio”.

Con questi presupposti, il CIPS ha stabilito che i prossimi impianti fotovoltaici potranno essere realizzati solo nell’ipotesi che siano funzionali alla produzione di idrogeno.

“Sempre in tema di transizione energetica proseguono le interlocuzioni con SNAM per individuare soluzioni e modalità di approvvigionamento del GNL a Porto Torres, compresa l’identificazione dell’area di servizio – conclude Scanu – in linea con le proprie competenze istituzionali e con la programmazione strategica territoriale.  Proseguono anche le sollecitazioni alle istituzioni regionali e nazionali per favorire la riconversione della centrale a carbone di Fiume Santo, in linea con gli obiettivi della decarbonizzazione prevista per il 2025”. 

PIANO ECONOMICO 2021-2022-2023 e PIANO FINANZIARIO 2021

Bando Mise. Su Porto Torres e Sassari programmi di investimento per 41 milioni di euro

Il Polo di Porto Torres è uno dei complessi industriali del settore petrolchimico in Italia che ha subìto nel corso del tempo una riduzione delle attività, oltre che una ingente perdita occupazionale, a causa dei processi di delocalizzazione e deindustrializzazione. Uno stato di cose che ha portato a dichiarare i comuni di Sassari e Porto Torres Area di crisi industriale complessa.

Lo scorso anno con la chiusura dell’iter che ha portato all’accordo di Programma, Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Autonoma della Sardegna, Provincia di Sassari, Comune di Porto Torres, Comune di Sassari, Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna e Invitalia si sono impegnati ad attuare il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI) dell’area.

L’accordo che ha disposto, in questa prima fase, di una dotazione finanziaria di 22 milioni di euro, di cui 20 stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico a valere sull’intervento nazionale Legge 181/89 e 2 milioni stanziati dalla Regione Sardegna a titolo di cofinanziamento. Risorse destinate allo sviluppo dell’area interessata e a dare nuova linfa alle iniziative imprenditoriali.

Per un bando che è scaduto lo scorso 15 marzo e per il quale sono giunte sei domande di finanziamento per un totale di programmi di investimento pari a quasi 41 milioni di euro. Le agevolazioni richieste dagli investitori sono state poco di 27 milioni di euro. In sintesi gli investimenti richiesti dovrebbero creare circa 210 posti di lavoro nelle aree industriali individuate.

“Abbiamo sempre creduto che si dovessero attuare strumenti concreti per agevolare non solo lo sviluppo ma anche, e soprattutto, il rilancio delle nostre aree industriali – spiega il presidente del CIPSS, Valerio Scanu – e questo bando lo ha dimostrato. Certo si poteva pensare a qualche intervento imprenditoriale in più, l’elemento fondamentale a questo punto era quello di dare un segnale di ripartenza”.

Il Progetto di riconversione, elaborato e coordinato da Invitalia, ha la finalità di promuovere gli investimenti – minimo un milione di euro- nel settore della chimica verde e della bioeconomia, rafforzare il tessuto produttivo esistente, attrarre nuovi investimenti e sostenere il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro.

“Siamo consci del fatto che il periodo è complicato per tutta una serie di motivazioni- aggiunge Scanu- e che altre iniziative arriveranno con nuovi strumenti agevolativi che stanno per essere varati, in grado di aprire nuove prospettive di investimento. L’elemento da tenere in considerazione, a questo punto, è l’aver compiuto un primo significativo passo in avanti.” 

Revamping impianto di depurazione consortile, arrivano 4 milioni dalla Regione Sardegna


Il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari è proprietario e gestore dell’impianto di depurazione delle acque reflue che si trova nell’agglomerato industriale di Porto Torres, un impianto che tratta i reflui industriali provenienti dalle aziende del gruppo ENI e dall’agglomerato industriale, quelli civili del comune di Porto Torres ed importanti volumi di rifiuti liquidi provenienti da tutta l’Isola.

Il revamping del depuratore consortile di Porto Torres, è stato inserito –con un contributo di oltre 4milioni di euro- su proposta del Consorzio, come prima priorità tra quelle infrastrutturali del territorio all’interno del Progetto di Riconversione e riqualificazione industriale elaborato da Invitalia.

Con questi presupposti, il Cipss ha ritenuto di fare istanza per l’accesso al finanziamento a valere sul bando relativo alle «Direttive Regionali sulle sovvenzioni per la realizzazione di opere infrastrutturali nelle aree di crisi delle province di Sassari, Nuoro e Ogliastra. l.r. n. 5/2015 art. 5, comma 19» dell’assessorato all’Industria della Regione Sardegna, presentando un progetto di revamping complessivo dell’impianto, che puntasse sull’ammodernamento delle sezioni di trattamento, con la contestuale messa a norma degli impianti elettrici e alla realizzazione di azioni di consolidamento strutturale di alcuni fabbricati esistenti. 

“Ritengo doveroso ringraziare la Giunta regionale e l’assessora all’industria Pili per l’attenzione dimostrata nei confronti dei consorzi industriali. L’importante stanziamento al nostro ente è la sintesi di una efficace programmazione con la missione della Regione Sardegna a favore della riconversione e riqualificazione industriale- è il commento del presidente del Consorzio industriale, Valerio Scanu- L’efficientamento dell’impianto consortile rappresenta un risultato ad alto valore strategico per l’importante servizio messo a disposizione del territorio, mirato al rigoroso rispetto della normativa in campo ambientale e per favorire economie di spesa da destinare ad altre infrastrutturazioni e servizi.”

Un’azione, che si articolerà in un anno, e per la quale saranno necessari 5milioni e 200 mila euro. In questo quadro l’intervento sarà sostenuto dall’assessorato regionale all’Industria che ha destinato al Consorzio industriale la somma di 4milioni160mila euro, il restante milione e 40mila euro saranno a carico del Consorzio stesso a titolo di cofinanziamento.

“È un altro passo importante che si aggiunge al recente stanziamento del MISE a favore degli investimenti produttivi, nonché alle attuali diverse iniziative del CIPS per sostenere l’attrattività delle imprese, nell’ottica di un percorso virtuoso per lo sviluppo economico nel nord ovest della Sardegna.” Aggiunge lo stesso Scanu.

Gli interventi consisteranno principalmente in adeguamenti funzionali, energetici e migliorativi della sicurezza complessiva dell’impianto, questi ultimi riguardanti sia il consolidamento strutturale che la sicurezza elettrica. L’impianto presenta una serie di criticità, dovute sia al passare del tempo che all’evoluzione della normativa tecnica degli ultimi 35 anni, che rendono improrogabile una sua corposa ristrutturazione.

“Il depuratore realizzato nei primi anni 80 è già stato oggetto negli ultimi anni di interventi di adeguamento- evidenzia il direttore del Consorzio e Gestore dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, Salvatore Demontis- ma l’obiettivo del Consorzio è quello, più ambizioso, di un intervento strutturale di adeguamento e ammodernamento complessivo per il quale occorrevano però risorse importanti che sino ad oggi non erano nella disponibilità dell’Ente. Anche per questa motivazione il Consorzio ha scelto di partecipare al bando regionale con il progetto in argomento piuttosto che con altri investimenti. Saremo finalmente in grado di osservare tutte le best practices nel settore della depurazione, con un’attenzione massima alla tutela dell’ambiente, che costituisce uno dei valori portanti della governance del Consorzio. Un ringraziamento particolare ai Settori Ambiente e Tecnico dell’Ente, che sono stati in grado di elaborare un progetto di grande valenza tecnica e scientifica.”

Cipss e Dadu, un bando dedicato alla riconversione del paesaggio industriale

Il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari ha come mission la gestione dei siti industriali, la valorizzazione delle imprese industriali e artigianali e lo sviluppo economico del territorio, e al tempo stesso attivo di strategie operative che si concreti nella progettazione e la realizzazione di opere di urbanizzazione, infrastrutture e servizi, nonché di spazi pubblici destinati ad attività collettive. Al tempo stesso, il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università degli Studi di Sassari, sviluppa specifiche competenze e attività di ricerca, alta formazione e servizi al territorio nei campi disciplinari della pianificazione, dell’architettura e del paesaggio, antico, moderno e contemporaneo, contribuendo in questo modo all’affermazione un modello di sviluppo fondato sulla qualità dell’ ambiente costruito e del paesaggio.

Da queste competenze nasce il connubio operativo tra i due enti, con l’obiettivo di definire e sviluppare strategie per la riqualificazione delle aree industriali di pertinenza del CIPSS e il loro sviluppo anche architettonico.

Questi i presupposti dell’Accordo quadro tra Cipss e Dadu da cui è nato il bando di concorso dal titolo: “La riconversione, la riqualificazione industriale delle aree dell’ex petrolchimico di Porto Torres e la rivisitazione del paesaggio industriale” indirizzato a studenti e laureati del Dipartimento di Architettura.

Il DADU e il CIPSS, infatti, d’ora in poi svilupperanno rapporti di collaborazione finalizzate allo sviluppo di programmi di ricerca, progetti, percorsi formativi, quali, ad esempio, stage e tirocini, e di attività di divulgazione e sensibilizzazione su tematiche di interesse comune. Così come alla base del protocollo d’intesa. Per un nuovo paesaggio industriale. Capacità di individuare un cambio di rotta. Estetico, si. Ma non solo.

“Con questa iniziativa si conferma l’intensa collaborazione tra Consorzio Industriale e istituzioni locali. Il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università di Sassari può offrire un prezioso contributo per la programmazione di un nuovo scenario industriale che deve prevedere il completamento delle bonifiche e delle attività di decommissioning. – spiega il presidente del Cipss, Valerio Scanu – Vogliamo immaginare l’area industriale di Porto Torres libera da fabbricati fatiscenti, serbatoi e impianti abbandonati che deturpano il paesaggio e impediscono di sfruttare le enormi potenzialità che la contraddistinguono. È fondamentale il coinvolgimento delle nuove generazioni di studenti e professionisti su tematiche relative a strategie per lo sviluppo economico del territorio.”

I lavori dei candidati riguarderanno il progetto di riconversione, la riqualificazione industriale delle aree dell’ex petrolchimico di Porto Torres e la rivisitazione del paesaggio industriale, di un territorio che muta con gli occhi delle sue nuove professionalità.

Il concorso (5mila euro al primo classificato, 3mila al secondo e 2mila al terzo) ha tra i suoi obiettivi anche quello di accrescere le opportunità del candidato per inserire il proprio lavoro di ricerca in un contesto reale valido e utilizzabile a livello internazionale.

Per il direttore del Dipartimento di Architettura, design e urbanistica dell’Università di Sassari, Emilio Turco: “Siamo orgogliosi di partecipare a questa iniziativa del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, che ringraziamo per il coinvolgimento, convinti che iniziative analoghe seguiranno il proficuo percorso intrapreso con il concorso di idee appena bandito”.

Il concorso di idee, a livello generale, ha come obiettivo la valorizzazione delle capacità e del talento degli studenti universitari e dei professionisti. Obiettivi specifici sono la riqualificazione delle aree industriali e lo studio in un contesto reale e di interesse internazionale: le proposte progettuali riguardano quindi la riconversione e la riqualificazione delle aree industriali dismesse e, in un contesto più, la rivisitazione del paesaggio industriale. Porto Torres, può proporsi come esempio pilota di una possibile riconversione di aree industriali dismesse, tema attualissimo e di grande importanza strategica, rispetto al quale il Nord Sardegna ha l’opportunità di presentarsi come modello anche a livello nazionale.

 Le domande per la partecipazione al concorso possono essere presentate entro il prossimo10 ottobre ( https://www.uniss.it/bandi/la-riconversione-la-riqualifica-industriale-delle-aree-dellex- petrolchimico-di-porto-torres-e-la-rivisitazione-del-paesaggio ) con l’obiettivo di valorizzare le capacità e il talento di studenti universitari e giovani professionisti e promuovere il loro inserimento nel mondo del lavoro attraverso la visibilità offerta alle loro opere. Per un territorio che ragiona ed agisce da sistema.

Nuova Sabatini 2022: tutte le novità della norma

Con decreto interministeriale Mise-Mef, pubblicato in G.U. n.139 del 16 giugno 2022, sono stati disciplinati i nuovi criteri per la concessione e l’erogazione del contributo Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali a favore delle piccole e medie imprese.

Come da decreto, i benefici previsti riguardano: agevolazioni per investimenti in beni strumentali, agevolazioni per investimenti 4.0, agevolazioni per investimenti green.

Insieme alle tre tipologie di intervento, il decreto disciplina anche un contributo maggiorato a favore delle imprese che effettuano investimenti nelle regioni del Meridione; analizziamo più nel dettaglio gli interventi previsti dalla Nuova Sabatini 2022.

Nuova Sabatini Beni strumentali, investimenti 4.0 e investimenti green

La Nuova Sabatini 2022 prevede un finanziamento di 20.000 euro e non superiore a 4 milioni di euro, anche se frazionato in più iniziative di acquisto, per ciascuna impresa beneficiaria, e copre fino al 100% dell’importo.

Gli investimenti ammissibili riguardano:

  1. Beni strumentali
  2. Investimenti 4.0
  3. Investimenti green
  4. Investimenti in beni strumentali e investimenti riconducibili a una o entrambe le tipologie riconducibili a investimenti 4.0 e investimenti green

Il contributo in conto impianti del MISE è determinato sulla base degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e con un tasso di interesse pari al:

  • 2,75 % per gli investimenti in beni strumentali;
  • 3,575% per cento per gli investimenti 4.0 e gli investimenti green

Possono fare domanda per la Nuova Sabatini le PMI di tutti i settori (tranne attività finanziarie o assicurative e attività connesse all’esportazione) regolarmente iscritte nel registro delle imprese, non in liquidazione e non sottoposte a procedure concorsuali.

Nuova Sabatini Sud

La Nuova Sabatini Sud consente alle micro e piccole imprese, in possesso dei requisiti previsti, di accedere a finanziamenti per investire in beni strumentali e di coprire le spese degli interessi grazie a un contributo in conto impianti da parte del Mise.

Le imprese possono accedere a tutte le linee di intervento previste, investimenti in beni strumentali, 4.0 e green e il limite delle risorse stanziate è di 60 milioni di euro.

Come per le altre imprese le agevolazioni del Mise sono concesse in forma di contributo in conto impianti. La differenza però sta nel tasso di interesse medio annuo utilizzato per il calcolo del contributo, che viene aumentato al 5,5%.

Il presupposto per l’accesso a questo tipo di agevolazione è che le imprese abbiano sede legale o un’unita locale nelle regioni di: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Pagina dedicata – Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Ministero dello Sviluppo Economico

PTPCT 2022-2024 – Osservazioni

Consultazione Pubblica
Il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari deve provvedere ad aggiornare il PIANO TRIENNALE PER LA PEVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA 2022 – 2024, ai sensi della Legge 6 Novembre 2012, n°190 come modificata con legge n. 3/2019 e del PNA 2019 approvato con Delibera Anac n. 1064/2019, azione necessaria per prevenire fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri di diligenza e lealtà a servizio dell’interesse pubblico attraverso la più ampia trasparenza ed accessibilità del cittadino alle attività amministrative.

A questo fine l’Ente, nella persona del Direttore Generale, Dott. Ing. Salvatore Demontis, nominato con Delibera C.d.A. n. 809 del 26.03.2018, quale Responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza, in vista dell’approvazione del Piano Triennale della Prevenzione della corruzione e trasparenza 2022-2024 ed in ottemperanza al PNA 2019 e agli Orientamenti ANAC per la pianificazione dell’ anticorruzione e della trasparenza approvati con Delibera 2 febbraio 2022, avvia una consultazione pubblica per raccogliere i contributi e i suggerimenti di tutti gli attori del sistema amministrativo .

L’obiettivo della consultazione pubblica é quello di consentire la libera e volontaria partecipazione attiva di tutti i portatori di interesse delle attività e dei servizi resi tanto per le attività in corso quanto per quelle che si svilupperanno in prosieguo.

L’Ente tiene conto dell’esito della consultazione in sede di elaborazione del P.T.P.C.T. e in sede di valutazione della sua adeguatezza, anche quale contributo per individuare le priorità di intervento.

Le consultazioni avvengono mediante raccolta dei contributi via web oppure nel corso di incontri con i rappresentanti delle associazioni di utenti

L’esito delle consultazioni sarà riportato in apposita sezione dell’aggiornato P.T.P.C.T con riferimento alla modalità di partecipazione e degli input generati da tale partecipazione e verranno adoperati per l’aggiornamento del Piano di prevenzione.

Tutti i contributi, le riflessioni e le proposte di miglioramento potranno essere trasmesse al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza tramite pec protocollo@pec.cipss.it entro il giorno 10.07.2022

Per informazioni potrà essere contattato il Responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza (direttore@cipss.it) o l’Ufficio Trasparenza ed Anticorruzione (annalisafiori@casi-sassari.it).

Si ringrazia per il contributo

IL RPCT
Ing. Salvatore Demontis

Allegati:
Avviso pubblicazione PTPCT 2022-2024
Bozza PTPCT 2022 – 2024 CIP Sassari
Modulo osservazioni PTPCT 2022-2024 (formato odt)
Modulo osservazioni PTPCT 2022-2024 (formato word)
Modulo osservazioni PTPCT 2022-2024 (formato pdf)

Che cosa è la ‘ZES Italia’ – Approfondimento a cura del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Zone Economiche Speciali in un Paese speciale.
Italia, terra di bellezze e di nuove opportunità.

Video di presentazione delle otto aree Zes del Sud Italia a cura del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Maggiori informazioni

ZES Sardegna

L’area per la quale sono previste le agevolazioni è distribuita lungo l’intero perimetro costiero dell’isola, con l’intento di favorire un’ulteriore integrazione e specializzazione logistica della regione per tipologia di merci e di trasporto.
La posizione geografica e la vocazione imprenditoriale possono agevolare un pieno sviluppo nel campo dell’economia del mare.
Nuovi investimenti potranno infine riguardare il recupero di produzioni agroalimentari tradizionali e con lavorazioni ad alto valore aggiunto.

DPCM istitutivo (PDF)
Commissario straordinario: dott. Aldo Cadau (nomina in corso di finalizzazione)
Piano di sviluppo strategico (PDF)

ZONE ECONOMICHE SPECIALI – Un nuovo strumento di sviluppo territoriale

Le Zone Economiche Speciali sono istituite in Italia dal decreto Sud (n.91/2017).
Sono zone collegate ad un’area portuale e destinatarie di benefici fiscali e semplificazioni amministrative, per consentire lo sviluppo di imprese e l’attrazione di investimenti.
La Regione Sardegna, d’intesa con i territori, ha identificato le aree portuali di Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia e Tortolì-Arbatax e le aree retroportuali dei 6 Consorzi Industriali come aree appartenenti alla ZES a rete.