Approvato il Pieno Economico e Finanziario del Consorzio Industriale

Il Piano Economico e Finanziario, approvato nei giorni scorsi dall’assemblea del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, rappresenta lo strumento di programmazione, analizza i percorsi strategici, e individua le prospettive di sviluppo.

Il Consorzio sta attuando un riposizionamento strategico sia sotto l’aspetto puramente economico sia sotto quello di una nuova vision: un’attività non più concentrata soltanto su pianificazione urbanistica e realizzazione di infrastrutture, ma su obiettivi di medio e lungo periodo per interpretare il ruolo fondamentale di Ente promotore dello sviluppo industriale. Il Consorzio individua, quindi, tra gli obiettivi principali anche quello di migliorare l’offerta localizzativa per favorire l’attrattività degli agglomerati industriali, da sviluppare anche con una efficace azione di marketing territoriale.

L’obiettivo del CIPS è chiaro – esordisce il presidente Valerio Scanu: “presentare agli operatori economici nazionali e internazionali l’offerta localizzativa dell’Ente, ponendo in evidenza le enormi potenzialità derivanti dalla posizione geografica (collegamento diretto sulla maggiore arteria stradale della Sardegna, al porto di Porto Torres e all’aeroporto di Alghero) e dai servizi offerti (strade, illuminazione, idrico-fognario e, entro breve, rete del gas e fibra ottica)”. 

Il Consorzio partecipa all’attuazione del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale (P.R.R.I.) dell’Area di Crisi Complessa di Sassari – Porto Torres. Sul primo bando di Invitalia, appena concluso, sono stati presentati progetti di investimenti per circa 41 milioni di euro con una previsione occupazionale di 208 lavoratori.  Il CIPS proseguirà l’azione di confronto con i Ministeri competenti e la Regione Sardegna affinché al primo stanziamento di 22 milioni euro a favore delle imprese seguano una serie di interventi per la completa attuazione del Programma.

Parallelamente agli interventi di risanamento ambientale previsti dal PRRI, il Consorzio si sta attivando per retrocedere aree industriali dismesse utili alla riconversione del sito di Porto Torres, con particolare riferimento a quelle retroportuali per favorire il rilancio della cantieristica navale e dell’economia del mare in genere. In questo senso il CIPS prosegue il confronto con ENI Rewind per realizzare il trasferimento di aree già bonificate e idonee per la creazione di un nuovo polo industriale.

Sempre in tema di recupero e riutilizzo delle strutture dismesse, il CIPS ha avviato una fase di ricognizione delle aree e dei capannoni intestati ad imprese inattive e che potranno essere retrocesse a favore di nuovi operatori economici.

Sul fronte degli investimenti infrastrutturali, il depuratore consortile di Porto Torres sarà interessato da un importante intervento di revamping completo. L’impianto, che serve l’area industriale di Porto Torres e di Truncu Reale, le società del gruppo ENI e la città di Porto Torres, costituisce una infrastruttura irrinunciabile per il territorio.  Inoltre, sono attualmente in fase di esecuzione i lavori di posa della rete del gas e della infrastruttura per la fibra ottica nei tre agglomerati industriali. Il completamento dei lavori, prevedibile entro la fine dell’anno, consentirà la dotazione completa dei servizi di base, oggi ritenuti indispensabili per ogni attività d’impresa e contribuirà a migliorare l’attrattività delle aree gestite dal CIPS.

Sotto il profilo ambientale, per una migliore gestione delle terre di spazzamento e della posidonia spiaggiata in esubero nel nord Sardegna, proseguono le attività progettuali per la realizzazione di un impianto nel sito industriale di Alghero San Marco.

Un altro iter favorirà lo sviluppo di attività di trattamento e recupero di rifiuti urbani e assimilati, oltre a quelli liquidi speciali, attraverso partnership con altri operatori pubblici e privati, incentivando processi innovativi che permettano il recupero di materiali e di energia, anche sotto forma di biocarburanti avanzati, supportando politiche di mobilità ecosostenibile.

“E’ questo il momento per guardare avanti. Il potenziale competitivo dell’agglomerato industriale di Porto Torres porta oggi a considerare la produzione dell’idrogeno da fonti rinnovabili (fotovoltaico e eolico) e il suo utilizzo – prosegue Scanu – come la principale filiera produttiva target verso la quale rivolgere in maniera prioritaria l’offerta del Consorzio Industriale, che potrebbe generare la creazione di un importante “distretto dell’idrogeno”.  Gli elementi ci sono tutti: disponibilità di aree e acqua dal depuratore consortile, un porto industriale di grandi dimensioni e presenza di maestranze altamente qualificate, espressione del territorio”.

Con questi presupposti, il CIPS ha stabilito che i prossimi impianti fotovoltaici potranno essere realizzati solo nell’ipotesi che siano funzionali alla produzione di idrogeno.

“Sempre in tema di transizione energetica proseguono le interlocuzioni con SNAM per individuare soluzioni e modalità di approvvigionamento del GNL a Porto Torres, compresa l’identificazione dell’area di servizio – conclude Scanu – in linea con le proprie competenze istituzionali e con la programmazione strategica territoriale.  Proseguono anche le sollecitazioni alle istituzioni regionali e nazionali per favorire la riconversione della centrale a carbone di Fiume Santo, in linea con gli obiettivi della decarbonizzazione prevista per il 2025”. 

PIANO ECONOMICO 2021-2022-2023 e PIANO FINANZIARIO 2021

Bando Mise. Su Porto Torres e Sassari programmi di investimento per 41 milioni di euro

Il Polo di Porto Torres è uno dei complessi industriali del settore petrolchimico in Italia che ha subìto nel corso del tempo una riduzione delle attività, oltre che una ingente perdita occupazionale, a causa dei processi di delocalizzazione e deindustrializzazione. Uno stato di cose che ha portato a dichiarare i comuni di Sassari e Porto Torres Area di crisi industriale complessa.

Lo scorso anno con la chiusura dell’iter che ha portato all’accordo di Programma, Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Autonoma della Sardegna, Provincia di Sassari, Comune di Porto Torres, Comune di Sassari, Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna e Invitalia si sono impegnati ad attuare il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI) dell’area.

L’accordo che ha disposto, in questa prima fase, di una dotazione finanziaria di 22 milioni di euro, di cui 20 stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico a valere sull’intervento nazionale Legge 181/89 e 2 milioni stanziati dalla Regione Sardegna a titolo di cofinanziamento. Risorse destinate allo sviluppo dell’area interessata e a dare nuova linfa alle iniziative imprenditoriali.

Per un bando che è scaduto lo scorso 15 marzo e per il quale sono giunte sei domande di finanziamento per un totale di programmi di investimento pari a quasi 41 milioni di euro. Le agevolazioni richieste dagli investitori sono state poco di 27 milioni di euro. In sintesi gli investimenti richiesti dovrebbero creare circa 210 posti di lavoro nelle aree industriali individuate.

“Abbiamo sempre creduto che si dovessero attuare strumenti concreti per agevolare non solo lo sviluppo ma anche, e soprattutto, il rilancio delle nostre aree industriali – spiega il presidente del CIPSS, Valerio Scanu – e questo bando lo ha dimostrato. Certo si poteva pensare a qualche intervento imprenditoriale in più, l’elemento fondamentale a questo punto era quello di dare un segnale di ripartenza”.

Il Progetto di riconversione, elaborato e coordinato da Invitalia, ha la finalità di promuovere gli investimenti – minimo un milione di euro- nel settore della chimica verde e della bioeconomia, rafforzare il tessuto produttivo esistente, attrarre nuovi investimenti e sostenere il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro.

“Siamo consci del fatto che il periodo è complicato per tutta una serie di motivazioni- aggiunge Scanu- e che altre iniziative arriveranno con nuovi strumenti agevolativi che stanno per essere varati, in grado di aprire nuove prospettive di investimento. L’elemento da tenere in considerazione, a questo punto, è l’aver compiuto un primo significativo passo in avanti.” 

Revamping impianto di depurazione consortile, arrivano 4 milioni dalla Regione Sardegna


Il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari è proprietario e gestore dell’impianto di depurazione delle acque reflue che si trova nell’agglomerato industriale di Porto Torres, un impianto che tratta i reflui industriali provenienti dalle aziende del gruppo ENI e dall’agglomerato industriale, quelli civili del comune di Porto Torres ed importanti volumi di rifiuti liquidi provenienti da tutta l’Isola.

Il revamping del depuratore consortile di Porto Torres, è stato inserito –con un contributo di oltre 4milioni di euro- su proposta del Consorzio, come prima priorità tra quelle infrastrutturali del territorio all’interno del Progetto di Riconversione e riqualificazione industriale elaborato da Invitalia.

Con questi presupposti, il Cipss ha ritenuto di fare istanza per l’accesso al finanziamento a valere sul bando relativo alle «Direttive Regionali sulle sovvenzioni per la realizzazione di opere infrastrutturali nelle aree di crisi delle province di Sassari, Nuoro e Ogliastra. l.r. n. 5/2015 art. 5, comma 19» dell’assessorato all’Industria della Regione Sardegna, presentando un progetto di revamping complessivo dell’impianto, che puntasse sull’ammodernamento delle sezioni di trattamento, con la contestuale messa a norma degli impianti elettrici e alla realizzazione di azioni di consolidamento strutturale di alcuni fabbricati esistenti. 

“Ritengo doveroso ringraziare la Giunta regionale e l’assessora all’industria Pili per l’attenzione dimostrata nei confronti dei consorzi industriali. L’importante stanziamento al nostro ente è la sintesi di una efficace programmazione con la missione della Regione Sardegna a favore della riconversione e riqualificazione industriale- è il commento del presidente del Consorzio industriale, Valerio Scanu- L’efficientamento dell’impianto consortile rappresenta un risultato ad alto valore strategico per l’importante servizio messo a disposizione del territorio, mirato al rigoroso rispetto della normativa in campo ambientale e per favorire economie di spesa da destinare ad altre infrastrutturazioni e servizi.”

Un’azione, che si articolerà in un anno, e per la quale saranno necessari 5milioni e 200 mila euro. In questo quadro l’intervento sarà sostenuto dall’assessorato regionale all’Industria che ha destinato al Consorzio industriale la somma di 4milioni160mila euro, il restante milione e 40mila euro saranno a carico del Consorzio stesso a titolo di cofinanziamento.

“È un altro passo importante che si aggiunge al recente stanziamento del MISE a favore degli investimenti produttivi, nonché alle attuali diverse iniziative del CIPS per sostenere l’attrattività delle imprese, nell’ottica di un percorso virtuoso per lo sviluppo economico nel nord ovest della Sardegna.” Aggiunge lo stesso Scanu.

Gli interventi consisteranno principalmente in adeguamenti funzionali, energetici e migliorativi della sicurezza complessiva dell’impianto, questi ultimi riguardanti sia il consolidamento strutturale che la sicurezza elettrica. L’impianto presenta una serie di criticità, dovute sia al passare del tempo che all’evoluzione della normativa tecnica degli ultimi 35 anni, che rendono improrogabile una sua corposa ristrutturazione.

“Il depuratore realizzato nei primi anni 80 è già stato oggetto negli ultimi anni di interventi di adeguamento- evidenzia il direttore del Consorzio e Gestore dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, Salvatore Demontis- ma l’obiettivo del Consorzio è quello, più ambizioso, di un intervento strutturale di adeguamento e ammodernamento complessivo per il quale occorrevano però risorse importanti che sino ad oggi non erano nella disponibilità dell’Ente. Anche per questa motivazione il Consorzio ha scelto di partecipare al bando regionale con il progetto in argomento piuttosto che con altri investimenti. Saremo finalmente in grado di osservare tutte le best practices nel settore della depurazione, con un’attenzione massima alla tutela dell’ambiente, che costituisce uno dei valori portanti della governance del Consorzio. Un ringraziamento particolare ai Settori Ambiente e Tecnico dell’Ente, che sono stati in grado di elaborare un progetto di grande valenza tecnica e scientifica.”

Rinnovato il consiglio di amministrazione di Asi servizi ambientali (ASA) SRL. Mura presidente

L’assemblea della società controllata del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, l’ASI SERVIZI AMBIENTALI (ASA) SRL ha rinnovato il consiglio di amministrazione nella giornata di ieri 29 novembre. Il nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica tre anni, sarà composto dal Presidente Luciano Mura (Comune di Porto Torres) e dai Consiglieri Walter Pianezza (Comune di Alghero) e Monica Sanna (Comune di Sassari). Il presidente Luciano Mura succede a Alberto Zanetti che attualmente riveste il ruolo di consigliere di amministrazione dello stesso Consorzio Industriale. Nei giorni scorsi l’assemblea del Cipss ha provveduto a rinnovare il Collegio dei Revisori per il prossimo triennio. Il Presidente sarà Giuseppina Munaò, gli altri componenti che la affiancheranno saranno Giovanni Pinna Parpaglia e Alessandro Mura.

AVVISO DI AVVIO DI PROCEDURA NEGOZIATA – (Art. 1, comma 2 – lett. b, D.L. 76/2020 convertito con modificazioni in Legge 120/2020).

Si rende noto che in data 26/10/2022 è stata avviata la procedura di affidamento finalizzata alla conclusione di un accordo quadro con un unico affidatario per il servizio di manutenzione conservativa delle apparecchiature meccaniche, elettriche ed elettromeccaniche degli impianti tecnologici consortili per un periodo di 24 mesi.

La procedura, interamente svolta attraverso la piattaforma telematica di negoziazione Sardegna Cat., prevede la previa consultazione di almeno cinque operatori economici e l’aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Avviso integrale

ZES: OPPORTUNITÀ E PROSPETTIVE DI SVILUPPO

Incontro dibattito – Lunedì 10 ottobre 2022 – Pubblicazione Video e slides di presentazione dei relatori.

Le Zone Economiche Speciali, che dopo un lungo percorso hanno visto la luce anche in Sardegna, e la loro capacità di rilanciare l’economia isolana, sono state al centro del convegno svoltosi questa mattina a Sassari, nella sede della Camera di Commercio del Nord Sardegna in via Roma 74, organizzato dal Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Sassari e dello stesso Ente Camerale.
Dopo i saluti istituzionali di Nanni Campus, sindaco di Sassari, dei primi cittadini di Alghero e Porto Torres Mario Conoci e Massimo Mulas, e del commissario straordinario della Provincia di Sassari Pietro Fois, i lavori, moderati dal giornalista Marco Ledda, si sono aperti con l’intervento di Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio, che ha sotto lineato come “il nostro territorio risulta fra i primi tre in Italia come tasso di crescita del numero delle imprese, un grande segnale in tempi così duri. La Camera di Commercio lavora molto in questo periodo soprattutto la digitalizzazione delle nostre aziende, perché solo il 10% di esse fa parte della fascia alta in questo settore, mentre il 63% è sotto il livello della sufficienza”. E’ poi spettato a Valerio Scanu, presidente del Consorzio Industriale Provinciale, entrare nel dettaglio dell’argomento all’ordine del giorno. “Gli elementi fondamentali delle Zes sono la collocazione geografica e la presenza di un porto con ampi spazi a disposizione – ha dichiarato – e quello di Porto Torres è la nostra porta sul mediterraneo, che puntiamo a rilanciare riqualificandone le aree. La Zes di Sassari, Alghero e Porto Torres ha potenzialità straordinarie, ce lo dicono proprio gli imprenditori, ed ora dobbiamo farla conoscere anche all’esterno”. Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sardegna ha aggiunto che “su queste nuove zone ci sono molte aspettative. Si reggeranno soprattutto su due gambe, il credito fiscale, e la semplificazione amministrative ed autorizzativa. Quest’ultima decisiva dato che in Sardegna un semplice permesso a costruire richiede 189 giorni di attesa, il doppio dei 94 che rappresentano la media europea”. Secondo Marco Scanu, presidente dell’ordine dei Commercialisti “Questa Zes è un bel regalo di Natale, che arriva in un momento particolarmente problematico, che offre un credito di imposta notevolmente potenziato grazie alla possibilità di acquisto di immobili strumentali, terreni e spese di ricostruzione e riqualificazione. . Sulla carta dovrebbe scadere al 31 dicembre di quest’anno, ma si parla sempre più di una proroga, nella quale si potrebbero inserire anche aziende di categoria al momento escluse come quelle dell’industria siderurgica, della cantieristica navale e della distribuzione di energia”. A seguire Omar Chessa, professore di Diritto Costituzionale dell’Università di Sassari si è soffermato sulle possibilità che i benefici portati dalle Zes potranno in futuro essere cumulati con quelli delle Zone Franche (attualmente ne esiste solo una in Sardegna, a Portovesme) anche se questo comporterebbe delle difficoltà tecniche tutte da affrontare. “Per esempio, le minori entrate fiscali causate dalle imprese che operano nella Zes graverebbero sul bilancio della Regione, per effetto del pareggio effettivo di bilancio”. Un altro accademico, Aldo Berlinguer, professore di Diritto Comparato dell’Università di Cagliari ha voluto segnalare in particolare le criticità delle Zes affermando che “dopo cinque anni rimangono ancora sul tavolo dei problemi complessi. In pratica è ancora un cantiere sul quale bisogna lavorare tutti i giorni, perché in Italia i vari Ministeri coinvolti a vario titolo non dialogano fra loro, e fra i nostro Paese e la Ue è un dialogo fra sordomuti”.
Ultimo intervento quello del commissario straordinario Zes Sardegna Aldo Cadau, che ha illustrato il sistema ZES sardo ed in particolare l’area del Nord Ovest della Sardegna, che si estende su un totale di 500 ettari, 307 nell’area industriale di Porto Torres, 115 a Sassari a Truncu reale e 78 ad Alghero nella zona San Marco. “Al centro di tutto questo ci sono le imprese – ha dichiarato – sono in carica solo da due mesi ma da tempo dialogo con gli altri soggetti che ne fanno parte, dobbiamo lavorare sulla capacità di attrazione di nuove aziende, e la nostra disponibilità di spazi è ben superiore a quella di molte altre Regioni, e sulla loro internazionalizzazione. A breve poi le Zes diventeranno soggetti attuatori nell’utilizzo di risorse europee, ed in quest’ambito penso ad esempio alla vendita alle attività di energia a prezzi calmierati”. Intanto oggi stesso presenteremo progetti studiati nelle aree di tutta l’Isola per un totale di 82 milioni di euro”.
Grandi opportunità quindi, che hanno raccolto l’assenso anche del Tavolo Istituzioni e Parti Sociali per bocca del coordinatore Pierluigi Ledda, della vicepresidente di Confapi Sardegna Valeria Fadda, del direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese e della presidente regionale di Confartigianato Imprese Maria Amelia Lai. Pur essendo assenti per concomitanti impegni istituzionali infine non hanno voluto far mancare il loro plauso all’iniziativa per iscritto anche il Viceministro allo Sviluppo Economico Alessandra Todde ed il presidente del Consiglio Regionale Michele Pais.

Slides presentazione ZES – Dott. Valerio Scanu – Presidente del CIPSS

Slides intervento Prof. Omar Chessa – Professore Ordinario di Diritto Costituzionale – UNISS

Slides intervento Dott. Aldo Cadau – Commissario Straordinario ZES Sardegna

Video evento Servizio TG Videolina Servizio TG Uno4 TV
La Nuova Sardegna L’Unione Sarda

Approvazione avviso manifestazione d’interesse e pubblicazione. Lavori di Messa In Sicurezza Operativa delle acque di falda presso il depuratore consortile di Porto Torres.

Approvazione avviso manifestazione d’interesse e pubblicazione.

Procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, ai sensi degli artt. 51 del D.L. 77/2021, art. 36 comma 2 e art. 58 del D.Lgs. 50/16 e ss.mm.ii, da aggiudicare con il criterio del minor prezzo.
Convenzione per la caratterizzazione e bonifica delle aree pubbliche dell’agglomerato industriale di Porto Torres – Roma 14 marzo 2012 (MATTM – RAS – CIP.SS (ex CASI).
Lavori di Messa In Sicurezza Operativa delle acque di falda presso il depuratore consortile di Porto Torres.

Avviso Modulo istanza Disposizione Dirigenziale Atto integrale

Che cosa è la ‘ZES Italia’ – Approfondimento a cura del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Zone Economiche Speciali in un Paese speciale.
Italia, terra di bellezze e di nuove opportunità.

Video di presentazione delle otto aree Zes del Sud Italia a cura del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Maggiori informazioni

ZES Sardegna

ZES Sardegna

(Fonte Ministro per il Sud e la Coesione territoriale)

L’area per la quale sono previste le agevolazioni è distribuita lungo l’intero perimetro costiero dell’isola, con l’intento di favorire un’ulteriore integrazione e specializzazione logistica della regione per tipologia di merci e di trasporto.
La posizione geografica e la vocazione imprenditoriale possono agevolare un pieno sviluppo nel campo dell’economia del mare.
Nuovi investimenti potranno infine riguardare il recupero di produzioni agroalimentari tradizionali e con lavorazioni ad alto valore aggiunto.

Commissario straordinario: dott. Aldo Cadau

DPCM istitutivo Piano di sviluppo strategico Elenco particelle catastali

Zes al via, Scanu:”Per il nord ovest un’opportunità da non perdere”

Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono state introdotte in Italia nel 2017 sono già sette quelle operative: Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia-Basilicata, Puglia-Molise, Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale. Per la ZES Sardegna, definita con delibera di Giunta Regionale del marzo scorso, si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto istitutivo. Le ZES sono aree destinatarie di specifiche agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche, collegate ad aree portuali che presentino le caratteristiche di porti di rilevanza strategica.

L’idea è semplice e lancia, o sarebbe meglio dire rilancia numerosi territori, tra cui in Sardegna, il triangolo delle aree industriali di Porto Torres, Alghero-San Marco e Sassari-Truncu Reale che fanno capo al Consorzio industriale provinciale di Sassari. Si è arrivati, a questo punto, al rush finale. Manca solo un tassello, ed è quello della pubblicazione del decreto istitutivo che renderà definitivamente operativo uno strumento capace di attivare circuiti virtuosi di rilancio e attrarre nuovi investimenti.

“Con i 500 ettari di ZES l’asse industriale Sassari Alghero Porto Torres può assumere un ruolo strategico per il rilancio dell’economia del Nord Ovest.  Sarà fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, associazioni di categoria e parti sociali per costruire i programmi di sviluppo strategico – è l’analisi del presidente del Consorzio industriale, Valerio Scanu – le ZES, infatti favoriscono nuovi insediamenti e investimenti su aree delimitate e ben distinte ma generano un indotto di larghe proporzioni territoriali.”

Sarà un momento importante per il territorio nel quale, però, sarà necessario essere pronti, comprendendo la necessità di predisporre per tempo tutta una serie di azioni strategiche che supportino al meglio i benefici che le imprese avranno intenzione di cogliere.

Sotto questo profilo il Consorzio industriale provinciale di Sassari ha monitorato con attenzione le dinamiche non solo istitutive ma anche e soprattutto attuative di questo nuovo ed eccezionale strumento. E non perdere un’occasione unica. Almeno per ora. In attesa di nuove formule agevolative e di sostegno.

Non a caso ha puntato sull’infrastrutturazione di tutte le aree industriali, con un progetto innovativo per l’illuminazione e la videosorveglianza, le reti di fibra ottica e del gas, che di fatto ne accresceranno l’appeal e la competitività. Così come le azioni mirate alla riacquisizione di aree dismesse e alla loro riqualificazione, con particolare attenzione verso quelle retroportuali da destinare all’economia del mare. E ancora con l’avvio di un’azione penetrante di marketing territoriale che si svilupperà già dai prossimi mesi per attrarre investimenti e nuove imprese nel nordovest della Sardegna.

“Attualmente sono presenti nel mondo e in Europa oltre quattromila Zes e le esperienze dimostrano come l’incremento di valore aggiunto e occupazione sono obiettivi realizzabili – aggiunge e conclude il presidente Scanu -. Semplificazioni amministrative e agevolazioni fiscali sono elementi di sicura attrattività per investitori nazionali ed internazionali a condizione che si realizzino anche mirati investimenti infrastrutturali nelle aree portuali.”

Perché le ZES rappresentano in questo momento un elemento di reale rilancio per tutto il territorio. Da cogliere al meglio.

Le ZES

La Regione Sardegna, d’intesa con i territori, ha identificato le aree portuali di Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia e Tortolì-Arbatax e le aree retroportuali dei sei Consorzi Industriali come aree appartenenti alla ZES a rete.

Il Consorzio industriale provinciale di Sassari, secondo per estensione in Sardegna, comprende 500 ettari suddivisi su Porto Torres (331) Alghero- San Marco (103) Sassari-Truncu Reale (76).

Gli interventi nascono per favorire e finanziare diverse progettualità infrastrutturali come:

· collegamento di “ultimo miglio”: realizzare efficaci collegamenti tra le aree portuali e industriali e la rete infrastrutturale ferroviaria e stradale facente parte delle reti di trasporto principali, così da consentire ai distretti produttivi di ridurre tempi e costi nella logistica;

·        digitalizzazione e potenziamento della logistica, urbanizzazioni green e lavori di efficientamento energetico e ambientale nelle aree retroportuali e nelle aree industriali appartenenti alle ZES;

·        potenziamento della resilienza e della sicurezza dell’infrastruttura connessa all’accesso ai porti.

Il credito d’imposta previsto per ciascun investimento all’interno delle aree ZES è di 100 milioni di euro. Inoltre, il beneficio fiscale si estende anche all’acquisto di immobili strumentali agli investimenti, anche mediante contratti di locazione finanziaria.

Nella ZES sarà competente il comitato di indirizzo, presieduto dal Commissario straordinario e comprende  il presidente dell’Autorità di sistema portuale e i rappresentanti regionali.

Per garantire il processo di semplificazioni amministrative, un ruolo fondamentale avrà  il Commissario straordinario, che potrà assumere anche funzioni di stazione appaltante e operare con poteri straordinari in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici.

Sempre in materia di semplificazioni si introduce il nuovo procedimento di autorizzazione unica che sostituisce tutte le precedenti autorizzazioni, concessioni, pareri, mantenendo il rispetto delle normative in materia di valutazione di impatto ambientale, e consente la realizzazione di tutte le opere, prestazioni e attività previste nel progetto. Può costituire, se necessario, anche una variante agli strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale, ad eccezione del Piano paesaggistico regionale.

ZONE ECONOMICHE SPECIALI – Un nuovo strumento di sviluppo territoriale

Le Zone Economiche Speciali sono istituite in Italia dal decreto Sud (n.91/2017).
Sono zone collegate ad un’area portuale e destinatarie di benefici fiscali e semplificazioni amministrative, per consentire lo sviluppo di imprese e l’attrazione di investimenti.
La Regione Sardegna, d’intesa con i territori, ha identificato le aree portuali di Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia e Tortolì-Arbatax e le aree retroportuali dei 6 Consorzi Industriali come aree appartenenti alla ZES a rete.

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Cipss e Dadu, un bando dedicato alla riconversione del paesaggio industriale

Il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari ha come mission la gestione dei siti industriali, la valorizzazione delle imprese industriali e artigianali e lo sviluppo economico del territorio, e al tempo stesso attivo di strategie operative che si concreti nella progettazione e la realizzazione di opere di urbanizzazione, infrastrutture e servizi, nonché di spazi pubblici destinati ad attività collettive. Al tempo stesso, il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università degli Studi di Sassari, sviluppa specifiche competenze e attività di ricerca, alta formazione e servizi al territorio nei campi disciplinari della pianificazione, dell’architettura e del paesaggio, antico, moderno e contemporaneo, contribuendo in questo modo all’affermazione un modello di sviluppo fondato sulla qualità dell’ ambiente costruito e del paesaggio.

Da queste competenze nasce il connubio operativo tra i due enti, con l’obiettivo di definire e sviluppare strategie per la riqualificazione delle aree industriali di pertinenza del CIPSS e il loro sviluppo anche architettonico.

Questi i presupposti dell’Accordo quadro tra Cipss e Dadu da cui è nato il bando di concorso dal titolo: “La riconversione, la riqualificazione industriale delle aree dell’ex petrolchimico di Porto Torres e la rivisitazione del paesaggio industriale” indirizzato a studenti e laureati del Dipartimento di Architettura.

Il DADU e il CIPSS, infatti, d’ora in poi svilupperanno rapporti di collaborazione finalizzate allo sviluppo di programmi di ricerca, progetti, percorsi formativi, quali, ad esempio, stage e tirocini, e di attività di divulgazione e sensibilizzazione su tematiche di interesse comune. Così come alla base del protocollo d’intesa. Per un nuovo paesaggio industriale. Capacità di individuare un cambio di rotta. Estetico, si. Ma non solo.

“Con questa iniziativa si conferma l’intensa collaborazione tra Consorzio Industriale e istituzioni locali. Il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università di Sassari può offrire un prezioso contributo per la programmazione di un nuovo scenario industriale che deve prevedere il completamento delle bonifiche e delle attività di decommissioning. – spiega il presidente del Cipss, Valerio Scanu – Vogliamo immaginare l’area industriale di Porto Torres libera da fabbricati fatiscenti, serbatoi e impianti abbandonati che deturpano il paesaggio e impediscono di sfruttare le enormi potenzialità che la contraddistinguono. È fondamentale il coinvolgimento delle nuove generazioni di studenti e professionisti su tematiche relative a strategie per lo sviluppo economico del territorio.”

I lavori dei candidati riguarderanno il progetto di riconversione, la riqualificazione industriale delle aree dell’ex petrolchimico di Porto Torres e la rivisitazione del paesaggio industriale, di un territorio che muta con gli occhi delle sue nuove professionalità.

Il concorso (5mila euro al primo classificato, 3mila al secondo e 2mila al terzo) ha tra i suoi obiettivi anche quello di accrescere le opportunità del candidato per inserire il proprio lavoro di ricerca in un contesto reale valido e utilizzabile a livello internazionale.

Per il direttore del Dipartimento di Architettura, design e urbanistica dell’Università di Sassari, Emilio Turco: “Siamo orgogliosi di partecipare a questa iniziativa del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, che ringraziamo per il coinvolgimento, convinti che iniziative analoghe seguiranno il proficuo percorso intrapreso con il concorso di idee appena bandito”.

Il concorso di idee, a livello generale, ha come obiettivo la valorizzazione delle capacità e del talento degli studenti universitari e dei professionisti. Obiettivi specifici sono la riqualificazione delle aree industriali e lo studio in un contesto reale e di interesse internazionale: le proposte progettuali riguardano quindi la riconversione e la riqualificazione delle aree industriali dismesse e, in un contesto più, la rivisitazione del paesaggio industriale. Porto Torres, può proporsi come esempio pilota di una possibile riconversione di aree industriali dismesse, tema attualissimo e di grande importanza strategica, rispetto al quale il Nord Sardegna ha l’opportunità di presentarsi come modello anche a livello nazionale.

 Le domande per la partecipazione al concorso possono essere presentate entro il prossimo10 ottobre ( https://www.uniss.it/bandi/la-riconversione-la-riqualifica-industriale-delle-aree-dellex- petrolchimico-di-porto-torres-e-la-rivisitazione-del-paesaggio ) con l’obiettivo di valorizzare le capacità e il talento di studenti universitari e giovani professionisti e promuovere il loro inserimento nel mondo del lavoro attraverso la visibilità offerta alle loro opere. Per un territorio che ragiona ed agisce da sistema.